Scuola

Le classi che si svuotano e i presidi che restano

Sedici istituti di montagna sotto la soglia minima di iscritti.

Marta Levi 2 agosto 2026 1 minuto
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Banchi e sedie vuoti in un'aula con due grandi finestre ad arco

Sedici istituti di montagna sono scesi sotto la soglia minima di iscritti che la regione richiede per mantenere una dirigenza autonoma. Da settembre condivideranno il preside con un altro istituto, spesso a quaranta minuti di distanza.

Gli insegnanti che abbiamo sentito parlano di una dirigenza «a distanza»: firme che arrivano in ritardo, decisioni prese senza aver visto la scuola, supplenze che restano scoperte più a lungo.

I comuni provano a correre ai ripari con navette e orari flessibili, ma il problema di fondo — meno bambini, meno classi, meno personale — non si risolve con un pulmino in più.

Alcuni genitori hanno iniziato a iscrivere i figli nelle scuole di valle, allungando il pendolarismo scolastico: un’altra ora al giorno, per bambini di sei anni.

Marta Levi

Direttrice del Contorno. Ha fondato il giornale nel 2019. Si occupa di scuola e istituzioni.

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